We.Act Weekly 3: Amsterdam smart city, una partnership globale per la pantera e container stand

Ad Amsterdam istituzioni e cittadini dalla stessa parte, uniti da un club promoter come “sindaco”.

Chi pensa ad Amsterdam, pensa automaticamente alla parola divertimento.
Vero, ma non solo. La splendida città olandese è soprattutto una smart city, una città intelligente, che ha deciso di ripartire dai propri abitanti.
Nel recente passato molte città hanno investito in moderne tecnologie, nell’hi-tech, per migliorare la qualità della vita al loro interno.
Paradossalmente, a volte, si sono dimenticate proprio dei loro cittadini, offrendo servizi poco fruibili a causa di costi elevati e della difficoltà di utilizzo degli strumenti tecnologici. Ma soprattutto offrendo servizi poco mirati alle reali necessità della gente.

Risultato: il cittadino medio non comprende il valore aggiunto dei servizi ha l’impressione che il denaro pubblico non venga utilizzato correttamente. Ecco perché, fra l’altro, quando si vogliono attivare iniziative nel campo delle smart city è indispensabile attivare, e misurare il coinvolgimento delle persone.
Amsterdam, per esempio, ha imparato la lezione, scegliendo di comunicare con i cittadini.

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Siccome per una città moderna e turistica la tecnologia è imprescindibile, disporre di servizi avanzati per i cittadini e i visitatori, non avrebbe avuto senso chiudere i progetti. La scelta è stata di coinvolgere la cittadinanza, che naturalmente non solo usa i trasporti e produce rifiuti, ma respira anche l’aria della città, nel senso più ampio del termine.

La parola d’ordine insomma è partire dai bisogni, ed Amsterdam si è attrezzata.

Per esempio, nel quartiere dei divertimenti, è stato istituito un Night Mayor. Egli non è un freddo e distaccato burocrate che sorveglia la zona dall’alto, bensì un club promoter, ovvero una figura competente ed inserita in quel mondo.

Mirik Milan, attuale sindaco della notte, è stato scelto infatti da un panel, ovvero un gruppo di persone comprendente figure istituzionali della città, imprenditori di quartiere e abituali frequentatori del luogo, allo scopo di fungere da ponte tra i vari attori, i cosiddetti stakeholders.

E una volta istituita questa figura, nel quartiere la situazione è sensibilmente migliorata.
Ricordiamo che anche New York ha annunciato pochi mesi fa qualcosa di simile, segno che le buone idee non hanno confini…
Le forze dell’ordine sono state sostituite da Square Hosts, lavoratori sociali addestrati, in grado di fornire informazioni a turisti e attendenti in un modo più informale rispetto ai classici poliziotti di quartiere, e il passo successivo è quello di creare una specifica app per residenti e turisti su orari dei locali, mezzi di trasporto e tutto quanto concerne l’attività di quartiere. Altre misure verranno prese poi di volta in volta tenendo conto delle necessità dei cittadini, ma sempre nel rispetto delle istituzioni locali.

Un buon modo di fare rete senza privarsi dei piaceri della vita.

Fonte amsterdam smart city : smart cities ordinary citizens were the missing link all along

Nasce a Monaco una partnership globale per tutelare i grandi felini ed i loro delicati ecosistemi.

Tutti insieme per la pantera. Potrebbe essere il titolo di un’ultima pellicola hollywoodiana, e invece è la realtà.
La scorsa settimana, in quel di Monaco, è stata siglata una delle più ampie partnership planetarie a sostegno della fauna, punto di incontro tra filantropia, ricerca scientifica e impresa.
A sottoscrivere l’accordo tre giganti nei rispettivi settori: l’Organizzazione non governativa Panthera (già attiva in 36 paesi), il WildCRU (l’unità di ricerca sulla biodiversità dell’Università di Oxford) e Madame He Qiaonyu, imprenditrice cinese e filantropa del settore faunistico, nonché presidente della Beijing Qiaonyu Foundation.

Scopo dell’alleanza è quello di tutelare gli ecosistemi in cui vivono le pantere e altre specie di grandi felini esposti a grave rischio ambientale.
La Beijing Qiaonyu Foundation, sfruttando la collaborazione con i suoi nuovi partners, investirà nei prossimi 10 anni circa 20 milioni di dollari in programmi di conservazione dell’ecosistema in particolari aree considerate a rischio in Cina e nel mondo.

Madame He afferma “mi sento fortunata di aver incontrato il gruppo Panthera, poiché permette alla Qiaonyu Foundation di collaborare con team di professionisti ed esperti nella tutela dei felini, per preservare questa bellissima e fragile specie. E’ un grande impegno, e per raggiungerlo occorreranno passione e intelligenza”.

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La filantropa cinese aggiunge anche che “in Cina molti imprenditori sono sensibili alla questione ambientale, disponibili a condividere ricchezza e conoscenze per trovare soluzioni adeguate alla conservazione della biodiversità e per garantire un futuro migliore al nostro pianeta”.
Madame He è al vertice di quella che viene definita la New Wave della classe imprenditoriale cinese. Sono molti infatti gli imprenditori del più popoloso paese al mondo che per la prima volta volgono lo sguardo al di là dei confini nazionali, pronti a cogliere opportunità di business, ma con l’intento di perseguire uno sviluppo sostenibile.
Una storica inversione di tendenza che potrebbe segnare l’apertura di una nuova era.

Fortune Favours the Wild

Un container come stand: l’ultima tendenza che va incontro alle richieste delle industrie del cibo e della moda

Dovete partecipare ad una fiera e volete allestire il vostro stand in maniera carina e accogliente?
Nessun problema. Un vecchio container navale potrebbe essere la soluzione che fa al caso vostro. Strano a dirsi, ma si tratta dell’ultima tendenza del settore, bizzarra quanto funzionale.
Il mercato del Living, ovvero degli allestimenti di stand, è molto competitivo e in forte espansione.

Roberto Pellegrini, responsabile dell’ufficio Sviluppo e Innovazione di Mimosa, una società cooperativa trentina del settore, racconta che “le aziende, per i loro stand nelle fiere, stanno spendendo più di quanto facessero qualche anno fa, specie quelle legate al food e alla moda, pertanto è nata l’idea, di recente, di lanciare la nuova linea attenta all’ecosostenibilità”.
L’azienda progetta e fornisce prodotti realizzati con materiali e oggetti di recupero, legno certificato, lampadine a Led, con soluzioni energeticamente autosufficienti, che funzionano grazie al sistema microgrid. Nella fiera velistica la Barcolana, per esempio, sono stati utilizzati vecchi container navali come strutture per gli stand.

“I nostri clienti sono interessati all’aspetto etico” – prosegue Pellegrini – “ed i nostri allestimenti sono un mezzo ed un’opportunità per i grandi gruppi che decidono di comunicare i propri valori”.
La linea green sembra funzionare, al punto che il bilancio di Mimosa nel 2017 passerà a 9 milioni di euro rispetto agli 8,1 del 2016 e l’azienda nel futuro prossimo sarà presente con i suoi stand a basso impatto ambientale in prestigiose fiere internazionali come quelle de L’Avana e del Brasile.
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Fonte Repubblica Economia e Finanza : led e energia da fonti rinnovabili in fiera lo stand ecosostenibile