We.Act Weekly 2 – Da rischi globali a opportunità, edifici a forma di uovo e applicazioni per il risparmio energetico

Trasformare i rischi globali in opportunità: la tecnologia è la soluzione ai rischi sociali, ambientali ed ecologici del pianeta.

E’ di stretta attualità la pubblicazione dell’annuale studio condotto a livello globale da DNV GL – Business Assurance, dal Global Compact delle Nazioni Unite.

Secondo il Global Opportunity Report 2017, la vera sfida degli anni a venire sarà rispondere a questa domanda:

si possono risolvere e convertire i gravi problemi che affliggono il pianeta in business sostenibile?

La risposta è sì, ma solo attraverso l’applicazione di tecnologie innovative e la digitalizzazione dei processi.

L’indagine – che ha coinvolto oltre 5.500 rappresentanti del mondo delle aziende, del governo e della società civile – prende in esame alcuni dei rischi più pressanti di oggi con l’obiettivo di evidenziare le opportunità di business ad essi correlate, nel rispetto degli obiettivi di sviluppo sostenibile fissati dalle Nazioni Unite. L’edizione 2017 del report ha preso in esame cinque rischi gravi di livello globale: l’instabilità politica che caratterizza determinate regioni mondiali; il consumo del suolo; l’ineguaglianza crescente; l’impatto del cambiamento climatico sulle città e il peso delle cyber minacce.

Il report indica quindi alle aziende come trasformarli in concrete opportunità di business, e la tecnologia è lo strumento imprescindibile per realizzare tutto ciò.

sharing-economy-modelli-business.jpg

Come potrà incidere nel concreto la tecnologia?

Per esempio, l’e-learning permetterà la formazione a distanza attraverso internet, aprendo un mercato da 70 miliardi di dollari solo per l’offerta di prodotti specifici con fruizione da dispositivi mobili. Queste soluzioni saranno fondamentali per i giovani studenti residenti in zone di conflitto, nelle quali la Banca Mondiale stima siano coinvolte 1,5 miliardi di persone. Nel 2030 tali zone ospiteranno il 46% dei poveri del pianeta.

Oppure, per citare un secondo esempio, entro il 2019 il costo totale degli attacchi informatici per le imprese raggiungerà la cifra di 2 trilioni di dollari l’anno. L’intelligenza artificiale è la risposta a questo rischio: macchine capaci di imparare e di adattarsi alle mosse degli hacker, che portino un risparmio annuo di 400/500 miliardi di dollari alle aziende e rafforzino ancora di più una internet economy che già oggi genera 3 trilioni di dollari all’anno. Con una ricaduta occupazionale non indifferente: sono 210.000 i posti di lavoro legati alla cyber sicurezza attualmente vacanti, solo negli USA.

https://www.dnvgl.it/news/dalla-tecnologia-al-servizio-del-pianeta-le-opportunita-per-il-business-del-futuro–102369

Le uova ci salveranno? L’ultima frontiera dell’architettura sostenibile sono gli edifici a forma di uovo. Curiosi, affascinanti ma soprattutto ecologici.

L’uovo, dalla notte dei tempi, è un simbolo universale di fecondità, vita eterna e resurrezione. Per molte culture, per via della sua forma perfetta senza inizio né fine, esso è associato all’origine del mondo.

Per questo potere evocativo che l’uovo suscita nell’essere umano, alcuni tra gli architetti più all’avanguardia si sono ispirati ad esso per la progettazione di edifici davvero sorprendenti, che fondono in un mix perfetto aspetto estetico, funzionalità, tecnologia e risparmio energetico.

Una dei progetti in corso, forse il più affascinante del genere è il Cybertecture Egg di Mumbai, in India.

Il Cybertecture Egg, commissionato da Vijay Associates  è stato ideato dal famoso architetto cinese James Law, autentico ‘visionario’ del settore.

Questo edificio a forma d’uovo, che assomiglia peraltro ad un’astronave aliena approdata sulla Terra, è stato progettato nel 2008 ed attualmente si trova in fase di definizione. Esso combina l’architettura iconica, la progettazione ambientale, i sistemi intelligenti e la nuova ingegneria evolutiva, integrando tecnologia, multimedia, pannelli solari fotovoltaici e turbine eoliche per generare elettricità in loco.

A lavori ultimati ospiterà soprattutto centri direzionali, ma sono interessanti alcuni aspetti della costruzione.

La conservazione dell’acqua, per esempio, sarà gestita con un sistema di riciclaggio delle acque grigie, raccogliendo l’acqua per l’irrigazione. Inoltre, l’edificio, con i suoi 32.000 metri quadrati di superficie, ospiterà uffici distribuiti su 13 piani, e nell’interrato ci sarà posto per ben 400 posti auto. Non mancheranno pannelli solari e turbine a vento per ridurre il consumo energetico ed un meraviglioso giardino pensile sul tetto. La sua particolare struttura, inoltre, consentirà di ridurre di circa il 15% l’utilizzo di materiale da costruzione rispetto ad un edificio tradizionale. Un esempio di sostenibilità unita al design che, come sappiamo bene anche in WeAct, sta prendendo sempre maggior successo con il crescere della consaevolezza delle persone.

L’architetto James Law sostiene che “gli edifici del XXI secolo saranno differenti da quelli del XX. Non più solo di cemento, acciaio e vetro, si vestiranno anche di nuovi intangibili materiali appartenenti alla tecnologia e alla interattività. Solo riconoscendo ciò, si potrà aprire la via ad una nuova forma di architettura detta Cybertecture”.

http://www.archilovers.com/projects/7621/the-cybertecture-egg.html#info

Nasce in Italia nuova applicazione per monitorare i consumi energetici

I giovani d’oggi non hanno più voglia di lavorare. In questo caso, vale proprio la pena di sfatare questo abusato luogo comune.

I giovani d’oggi non solo hanno voglia di lavorare, ma hanno anche ottime idee.

E’ notizia di questi giorni infatti, che la devCommunity italiana “Like a Coffee” con sede nel cilento, ha sviluppato un’applicazione in grado di controllare il comportamento degli elettrodomestici e monitorarne i consumi.

Il dispositivo si chiama Preso e, spiegano gli ideatori “esso nasce dall’esigenza di affrontare un problema specificamente italiano riguardo alla potenza elettrica installata nelle nostre case. Ora siamo in grado di superare questo limite creando una rete che controlla costantemente il consumo di energia elettrica di ciascun dispositivo ad essa connesso. Qualora uno dei dispositivi dovesse improvvisamente assorbire troppa energia, Preso disconnette immediatamente i dispositivi a più bassa priorità in modo da mantenere l’intero sistema funzionante».

Il dispositivo consentirà perciò un discreto risparmio energetico, poiché l’utente, in qualsiasi momento lo desideri, potrà decidere di sospendere l’erogazione di energia elettrica in uno o più elettrodomestici.

Un ulteriore vantaggio è dato dal fatto che l’utente potrà monitorare il tutto comodamente dal proprio smartphone, scaricando una semplice applicazione dallo store.

I giovani d’oggi dunque hanno voglia di lavorare e buone idee, solo manca il denaro. La devCommunity in questione ha pensato anche a questo, lanciando nei giorni scorsi una campagna di crowfunding per sostenere il progetto.